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La
fotografia aerea con l’impiego di multirotori è un nuovo metodo per
la ripresa del territorio da altezze relativamente ridotte. Da voli a
bassa quota, con l’utilizzo di telecamere con gruppi lente alleggerite,
si riesce a cogliere maggiori dettagli degli oggetti a beneficio della
fotointerpretazione. Diversi sono i settori che possono trarre vantaggio da tale utilizzo dei modelli: geologia, interventi forestali, geografia, archeologia, protezione civile… Il metodo è contraddistinto dal basso costo delle riprese, le quali, eseguite con volo semiautonomo, sono complementari a quelle realizzate con voli a quote superiori. A questo sistema di volo si associano diversi metodi di pilotaggio tra i quali il volo a vista, il volo FPV, il volo semi-autonomo e il volo autonomo. Il metodo di volo FPV (First Person View, volo in prima persona), che potrebbe anche essere tradotto come “pilotaggio con i piedi per terra pur guardando dal modello in volo” ha la caratteristica della ripresa in sicurezza e a basso costo. Una telecamera è a bordo del modello e le immagini vengono trasmesse al monitor del pilota a terra. Multirotore
utilizzato da UNINGEO
Foto
da quadrirotore degli effetti della devastante grandinata del 22
maggio 2009 sulla chiesa di S. Martino (Chies d’Alpago)
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